Welfare e wellbeing aumentano la soddisfazione dei dipendenti

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Sempre più aziende sono attentati benessere dei dipendenti. Fino a qualche anno fa, infatti, servizi legati al wellness e al benessere erano esclusiva di una mentalità illuminata e internazionale. Oggi, invece, anche le piccole e medie imprese studiano e mettono in pratica un programmi di incentivi e assistenza per i dipendenti. Lo rivela una ricerca di OD&M Consulting, una società di Gi group, che ha analizzato cosa pensano aziende e lavoratori dei piani di welfare e dei servizi previsti per aumentare il wellbeing delle persone. Tra le 161 società italiane intervistate, più del 70% delle grandi attività possiede un piano di welfare, soddisfatto in gran parte da premi di risultato in denaro. Spostandosi verso società più piccole, si assesta al 60% il numero di quelle che intendono implementare l’insieme di servizi che incontrano le esigenze dei lavoratori e dei loro famigliari.

 

Servizi di ristorazione, ferie e  permessi, assistenza sanitaria sono i benefici più apprezzati dai lavoratori, seguiti dallo smart working, servizi di mobilità o assistenza legata alla maternità. Il welfare è diventato tanto importante nel bilanciamento del rapporto tra datore di lavoro e dipendente da sfociare nel wellbeing. Per questo nelle imprese si sta facendo largo  l’Employee Assistance Program, in cui la dimensione familiare e il benessere individuale diventano protagonisti e funzionali al successo dell’azienda.

 

Come leggiamo dal progetto del Canadian center of occupational health and safety, si tratta di uno schema progettato per offrire ai dipendenti gli strumenti per affrontare quei problemi personali che possono avere un impatto negativo sulle loro prestazioni lavorative: parliamo di stress, ansia o depressione, ad esempio. Sono interventi  efficaci per aiutare il personale a cercare aiuto, gestire lo stress e mantenere alti livelli di produttività e prestazioni.

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