Innovazione e pensiero esponenziale per nuovi modelli di business

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Exponential” è la parola d’ordine del World Business Forum 2018, l’evento internazionale tenutosi a Milano la scorsa settimana. In occasione del suo 15° anno di attività, la manifestazione ha ospitato personaggi di spicco dell’economia per parlare di cambiamento esponenziale e innovazione. La sfida di oggi è proiettare la propria azienda oltre gli obiettivi di miglioramento, per valutare le potenzialità del proprio business, considerando possibilità e cambiamenti. Si tratta di un modo diverso di prendere decisioni, che coinvolge creatività e pensiero divergente.

“La domanda da porsi è se i leader dell’organizzazione siano in grado di identificare il cambiamento, capire quali tipi di capacità sono necessari e quindi essere in grado di costruire queste capacità nelle loro imprese. Questo è uno dei fattori principali che distingue le aziende di successo dalle aziende che non hanno successo”, afferma Ian O. Williamson al portale Wall Street Italia.

In occasione dell’annuale appuntamento di discussione internazionale, WOBI ha promosso una ricerca che analizza l’impatto delle nuove tecnologie sulle aziende. Oltre 1000 manager hanno contribuito all’indagine, individuando le aree maggiormente influenzate dal cambiamento e le strategie di leadership da applicare.

Lo studio, realizzato in collaborazione con Manageritalia, offre degli spunti interessanti per aiutare le imprese a individuare le aree in cui intervenire per prepararsi alle nuove sfide. Tra queste troviamo il marketing, le vendite e la gestione delle risorse umane: per il 78% dei manager coinvolti nell’analisi, innovazione e nuove tecnologie hanno avuto un impatto significativo sui modelli di business e l’organizzazione aziendale, soprattutto in questi dipartimenti.

Fattori strategici restano l’innovazione e la motivazione delle persone: la profonda trasformazione culturale parte da una mentalità esponenziale. C’è ancora del lavoro da sviluppare in tale senso: l’indagine, infatti, rivela che ad oggi solo il 27% delle aziende intervistate facilitano la crescita del potenziale professionale e personale dei propri dipendenti.

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