Fare impresa: come gestire lo stress

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Se il lavoro è un diritto, saperne gestire i tempi è un dovere per noi stessi. Spesso, infatti, ci sentiamo sopraffatti dai diversi compiti che via via portano alla realizzazione di un obiettivo. Che tu sia un imprenditore, un libero professionista o un dipendente, la gestione dei carichi di lavoro deve essere efficiente,  affinché le responsabilità non facciano girare la testa. Una strategia utile per affrontare i periodi faticosi è il coping, l’insieme dei meccanismi psicologici adattativi che mettiamo in atto per fronteggiare problemi personali e interpersonali, affinché la pressione e il conflitto siano contenuti.

 

La chiave per non raggiungere punti di rottura è fare in modo di rimanere nel presente, scegliere le priorità, accettare l’imperfezione e riconoscere che tutto è un’opportunità di crescita. Secondo Chris Myers, Ceo e fondatore della startup BodeTree, nella maggior parte dei casi, l’esperienza di ansia e stress degli imprenditori è dovuta a ciò che pensano potrebbe accadere in futuro, non a ciò che stanno trattando nel presente. Mettersi in discussione come professionisti e avere una visione in prospettiva sono strategie positive, ma attenzione a non esagerare con i “se”: concentrarsi sul presente prepara ad affrontare sfide future.

 

Per decomprimere momenti di grande stress ci sono diversi modi: ad esempio, bastano appena sei secondi di meditazione per avere benefici in termini di mindfulness. Se uniamo questa capacità alla forza di imparare dagli errori del passato e affrontare le esperienze come opportunità di crescita, la pressione dei nostri obiettivi potrebbe diminuire. Un primo passo verso la gestione dello stress e dell’ansia lavorativa potrebbe essere organizzare i compiti per priorità.  

 

La parte da tenere ben chiara a mente, invece, è che viviamo in un mondo imperfetto e migliorabile, dunque le nostre azioni possono raggiungere l’obiettivo o avvicinarsi con una prossimità molto buona ai risultati che ci eravamo prefissati. L’opportunità di crescita comporta anche una percentuale di piccoli fallimenti. Se riusciremo a rileggere la realtà e ad accettarla, la pressione si allevierà e le aspettative potranno essere confrontate con il mercato, per trarne comunque dei vantaggi.

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