Crescono i ricavi per le Pmi che depositano marchi e brevetti

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Difendere la creatività e l’innovazione italiana nel mondo mediante la proprietà intellettuale: questo è l’obiettivo che si propone la Farnesina attraverso il progetto “Creatività e innovazione italiana nel mondo – Tutela della proprietà intellettuale sui mercati internazionali”. Il convegno del 6 giugno è stato un’occasione per fare il punto su uno dei settori chiave per l’internazionalizzazione delle nostre imprese: diritto d’autore, marchi, brevetti, disegni industriali e indicazioni geografiche. Si tratta di un settore fortemente vitale, che influenza anche la crescita economica del paese. Basti pensare che nel triennio 2011-2013 hanno infatti generato più del 44% del PIL e del 30% dei posti di lavoro, a fronte di una media europea rispettivamente del 42% e del 28%. Tale incremento è indice della capacità innovativa di un‘economia e rappresenta uno dei volani per crescita e occupazione, per questo il Ministero degli Esteri, di concerto con Confindustria, Università Cattolica del Sacro Cuore, Scuola Nazionale dell’Amministrazione e  Ministero dello Sviluppo Economico, intende presentare una serie di nuovi progetti per la promozione, la comunicazione e la formazione al fine di garantire la paternità dei progetti made in Italy.

Secondo l’Ufficio europeo brevetti (Epo), infatti, tra le 165mila domande depositate, 4.352 provengono dall’Italia nel 2017: un aumento del 4,3% rispetto alle 4.172 domande del 2016. “Le imprese titolari di diritti di proprietà intellettuale registrano un livello di ricavi per dipendente superiore del 29% e retribuzioni maggiori fino al 20% rispetto alle aziende di altri settori produttivi. Ancora più marcato il dato relativo alle piccole e medie aziende: quelle che provvedono al deposito di marchi e brevetti registrano circa il 32% in più di ricavi per dipendente”, afferma il Segretario generale del Ministero degli Esteri Elisabetta Belloni.

In un quadro così fertile e ricco di nuove opportunità,  “la tutela della proprietà intellettuale è un settore chiave per il processo di internazionalizzazione delle nostre imprese e per la competitività del ‘Sistema Italia’ a livello globale, per la quale è necessaria appunto un lavoro di squadra in cui la Farnesina mette a disposizione la sua capillare rete diplomatico-consolare, svolgendo un’azione di promozione integrata.”  L’intenzione, infatti, è quella di creare una rete di protezione più efficace per garantire la giusta ricompensa alle imprese che investono in innovazione nei mercati esteri. Ad oggi, infatti, l’Italia è il paese più colpito dalla contraffazione, che incide su diversi settori: agroalimentare, tessile abbigliamento, ma anche prodotti elettronici e farmaci sono le aree in cui la perdita di denaro e dunque di occupazione è maggiore, come affermano Elisabetta Belloni, Michele Scannavini, Presidente Ice, Paolo Bastianello, Presidente del gruppo tecnico “Made In” del Consiglio di Presidenza di Confindustria, e Francesca Cappiello, dirigente della divisione Politiche Lotta alla Contraffazione, Direzione Generale per la lotta alla contraffazione del Ministero dello Sviluppo Economico.

Tra i progetti presentati in questa sede troviamo l’Università del Sacro Cuore di Milano che, attraverso delle linee guida agli imprenditori, ha contribuito all’ orientamento in un mercato internazionale in cui le legislazioni di tutela della proprietà intellettuale sono diverse da paese a paese. Dal canto suo, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (Ice) si impegna a formare le aziende attraverso corsi specifici sulla tutela della proprietà intellettuale e a intervenire sul territorio grazie agli sportelli anticontraffazione con sede a New York, Pechino, Mosca e Istanbul.

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