Come trasferire feedback efficaci al gruppo di lavoro

Feedback

Questa settimana parliamo del feedback, la possibilità di dare un riscontro sull’operato di colleghi o dipendenti. Si tratta di un tema molto delicato, che a volte può essere percepito come una strategia per sminuire le competenze dell’altro, valutando in modo negativo le prestazioni. Al contrario, il feedback ha un grande valore, perché aiuta a identificare i problemi e a risolverli: si tratta di un’analisi che contribuisce a migliorare e far crescere l’azienda.

Affinché vengano percepite le potenzialità positive di questo strumento, è necessario veicolare il messaggio in modo preciso e positivo, creando un setting che permetta a colleghi e dipendenti di non alzare la guardia ma collaborare.  

Se siamo degli imprenditori, empatia e comprensione devo essere la nostra priorità: la loro mancanza può portare alla perdita della motivazione da parte dei dipendenti, sul lungo periodo può logorare il rapporto lavorativo fino ad affievolire la dedizione al lavoro. Per questo, una conversazione mirata e onesta, realizzata nell’ottica del miglioramento delle competenze e delle performance dello staff, non può che  essere portata avanti attraverso colloqui singoli con i dipendenti, in cui la comunicazione terrà conto della componente emotiva. In questa circostanza, infatti, il feedback si articolerà tra punti di forza e di miglioramento, in un clima di interconnessione tra dipendenti e dirigenza.

D’altro canto, anche il confronto tra colleghi non è certo semplice da gestire: qui, un feedback veicolato in modo errato potrebbe portare con sé un sottotesto minaccioso, fatto di critiche e prese di posizione poco funzionali all’obiettivo aziendale. La prima regola da ricordare è quella di avvicinarsi con rispetto e ascoltare senza interrompere. Questo atteggiamento permette all’altro di comunicare la sua visione: l’ascolto e le domande, infatti, possono dare il quadro completo della situazione. Un altro aspetto da non sottovalutare è la capacità di essere pronti ad ammettere gli errori: questo permetterà di percepire le nostre strategie come imperfette ma migliorabili, dunque simili a quelle dell’altro. A questo punto, anche il nostro feedback verrà accolto in modo diverso.

In generale, che siate manager o colleghi, feedback produttivi sono frutto di un processo comunicativo che impegna su più fronti: l’analisi del lavoro, di noi stessi e la conoscenza dell’altro.  Di sicuro, essere specifici e far sentire a proprio agio l’interlocutore aiuta a migliorare le sue performance future, come afferma la ricerca di Kevin Ochsner, neuroscienziato della Columbia University.

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